Cultura

La Festa di Sant’Anna

La Festa di Sant’Anna è uno degli eventi più identitari e spettacolari dell’isola d’Ischia: una celebrazione che unisce devozione, mare, creatività popolare e memoria storica. Ogni 26 luglio, nella baia di Cartaromana, migliaia di persone assistono a una tradizione che affonda le radici nel primo Novecento e che culmina nel celebre “incendio del Castello Aragonese”, simbolo potente e scenografico della serata.

 

Origini della festa

La festa nasce agli inizi del secolo scorso come rito religioso legato alla maternità. Il 26 luglio le donne incinte dell’isola si recavano in processione alla cappella dedicata a Sant’Anna, nella baia di Cartaromana, per chiedere protezione e un parto sereno. Le accompagnavano i pescatori, che decoravano le barche con frasche e fiori: una processione semplice, intima, profondamente legata alla vita quotidiana dell’isola.

Negli anni ’30 la tradizione si arricchì di un elemento nuovo: un gruppo di amici istituì un premio per la barca più bella. Da quel momento i gozzi iniziarono a trasformarsi in vere e proprie opere galleggianti, dando origine ai carri allegorici acquatici che ancora oggi sfilano nella baia.

 

La tradizione oggi

La Festa a mare agli scogli di Sant’Anna è diventata un grande evento collettivo che coinvolge tutta l’isola. Le associazioni locali lavorano per settimane alla costruzione delle barche allegoriche, che sfilano davanti a una giuria e a un pubblico sterminato assiepato sugli scogli, sulle barche e lungo il pontile di Ischia Ponte. La baia si trasforma in un palcoscenico naturale, animato da musica, racconti, figuranti e scenografie.

La vigilia è altrettanto sentita: processioni, preghiere, la messa del 25 luglio dedicata alle partorienti, e un clima di festa che coinvolge tutto il borgo. La celebrazione è insieme religiosa e popolare, un inno all’estate e alla bellezza del mare.

 

Significato della festa

Sant’Anna, madre della Madonna, è simbolo di fertilità, protezione e vita che nasce. La festa conserva questo nucleo spirituale: è un momento in cui la comunità si stringe attorno alle famiglie, alle donne in attesa, alla continuità della vita.

Ma è anche una celebrazione del mare, elemento identitario dell’isola. Le barche allegoriche rappresentano storie, miti, ricordi: sono un tributo alla creatività artigianale e alla cultura marinara di Ischia.

 

L’incendio del Castello Aragonese: cosa rappresenta

Il momento più atteso della serata è il “finto incendio” del Castello Aragonese. All’improvviso, la fortezza si illumina di rosso, avvolta da fiamme scenografiche e giochi di luce che rievocano gli assalti dei pirati saraceni, quando il Castello veniva dato alle fiamme durante le incursioni. È una memoria storica trasformata in spettacolo: un rito collettivo che unisce paura antica e meraviglia contemporanea.

La colonna sonora è sempre la stessa: Blue Dolphin di Stephen Schlaks, un brano diventato parte integrante dell’immaginario della festa. Dopo l’incendio, la notte esplode con uno spettacolo piromusicale che illumina tutta la baia, visibile fino alle colline di Campagnano.

 

Un evento identitario

La Festa di Sant’Anna non è solo una celebrazione: è un racconto dell’isola, della sua storia, della sua fede e del suo rapporto con il mare. È un appuntamento che si tramanda da generazioni e che continua a incantare residenti e visitatori, mantenendo intatto il suo fascino quasi secolare.